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Il
tango argentino è una forma d'arte che comprende musica e
danza nata a Buenos Aires e Montevideo intorno alla seconda metà
dell'800. Il tango utilizza per le sue esecuzioni uno strumento,
forse inventato o forse popolarizzato dal musicista tedesco
Heinrich Band, il bandoneon, una sorta di fisarmonica di legno con
dei fori la cui apertura o chiusura con i polpastrelli produce le
note, e che ha la caratteristica di cambiare la nota a seconda se
il mantice viene compresso o invece dilatato. Pur essendo una
musica molto sincopata, non utilizza strumenti a percussione ed
anche gli altri strumenti utilizzati vengono suonati in modo del
tutto particolare per dare forti accenti di battuta e segnature
ritmiche. La sua struttura armonica, però, è tipicamente italiana.
In principio il tango si affermò come musica popolare nel rapido e
tumultuoso sviluppo di Buenos Aires, che in breve passò da 210.000
a 1.200.000 abitanti. I grandi autori di tango (Le Pera, Contursi,
Discépolo, Solanas, Troilo, Esposito, Gardel, Filiberto, Razzano,
Cobiàn, Cadicamo ed altri) ne fecero una musica nazionale. Il
tango argentino è un ballo basato sull'improvvisazione,
caratterizzato dalla sua eleganza e passionalità. Il passo base
del tango è il passo in sè, dove per passo si intende il normale
passo di una camminata. Essendo un ballo di improvvisazione, in
pista non esiste l'idea di sequenze di passi predefinite, e sta
alla fantasia dei ballerini costruire come in un dialogo il
proprio ballo. La posizione di ballo è un abbraccio frontale
asimmetrico in cui l'uomo con la destra cinge la schiena della
propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando
quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell'uomo e la
destra della donna. |